Cos'è la Blockchain

Che cos’è la Blockchain? A cosa serve? Come funziona? Quali sono i vantaggi e le potenzialità, e soprattutto, perchè ne sentiamo tanto parlare negli ultimi tempi?

Mauro Bellini

Per fugare ogni vostro dubbio a riguardo, e per farvi comprendere a pieno tutto ciò che riguarda l’universo della Blockchain, e tutte le dinamiche inerenti, dalle cryptomonete, come il famoso Bitcoin, ai sistemi più complessi, abbiamo deciso di affidarci ai maggiori esperti del settore, riportandovi il miglior “trattato” (secondo il nostro parere) disponibile per chi vuole comprendere ed approfondire l’argomento. L’articolo, molto chiaro e completo, è stato realizzato da Mauro Bellini, direttore responsabileDirettore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale.

Blockchain: cos’è, come funziona e gli ambiti applicativi in Italia

di Mauro Bellini

Per spiegare la Blockchain occorre fare riferimento ad alcuni concetti che normalmente non presentano molti punti in comune tra loro: il concetto di fiducia prima di tutto e di community, e poi la crittografia, la trasparenza, la condivisione e la “competizione” nel raggiungimento di un risultato. A questi concetti si devono aggiungere l’immutabilità nel tempo dei dati e delle informazioni e la decentralizzazione. Tutti questi concetti e caratteristiche assieme consentono di dare vita a una innovazione potente e complessa, ma anche democratica e potenzialmente solidale.

Per alcuni è la Blockchain è la nuova generazione di Internet, o meglio ancora è la Nuova Internet. Per maggior precisione si ritiene che possa rappresentare una sorta di Internet delle Transazioni e per coloro che guardano oltre al concetto di transazione la Blockchain può rappresentare la Internet del Valore. Per altri è la rappresentazione digitale di quattro concetti molto chiari e forti: decentralizzazione, trasparenza, sicurezza e immutabilità. Per altri ancora, come accennato, è la chiara declinazione in digitale di un nuovo concetto di Trust. E per queste ragioni alcuni ritengono che la Blockchain possa assumere anche un valore quasi “politico”, come piattaforma che consente lo sviluppo e la concretizzazione di una nuova forma di democrazia, realmente decentralizzata e realmente in grado di garantire a tutti la possibilità di verificare, di “controllare”, di disporre di una totale trasparenza, di dare vita ad archivi immutabili e condivisi e per questo inalterabiliimmodificabili e dunque immuni da corruzione.

Per un certo periodo la Blockchain è stata confusa, o meglio identificata con la Bitcoin, ovvero con una declinazione della Blockchain e in particolare con quella che sta alla base della digital currency o criptomoneta Bitcoin. Forse per quest’ultima ragione la Blockchain appare spesso associata a un concetto di monetica, di digital currency e di payment. In realtà, come vedremo, la Blockchain ha un grande valore sia nella straordinaria esperienza Bitcoin sia come piattaforma per la gestione di transazioni e scambi di informazioni e dati anche in settori completamente diversi e lontani dal finance e dal payment.

Gli obiettivi di questo servizio editoriale

La preparazione e l’aggiornamento costante di “Blockchain: cos’è, come funziona e gli ambiti applicativi in Italia” nasce dal desiderio di studiare e di condividere i frutti di questo studio sul fenomeno Blockchain. Siamo fermamente convinti della straordinaria importanza della Blockchain nel processo di innovazione delle imprese, delle organizzazioni e delle Pubbliche Amministrazioni del nostro paese e siamo nello stesso consapevoli della complessità del fenomeno e della necessità di fornire informazione e formazione per aiutare tutti a comprenderne il valore per sfruttarne tutte le potenzialità. E’ con questo spirito che abbiamo avviato questo specifico servizio, all’interno del nostro portale Blockchain4Innovation, che aggiorniamo costantemente in funzione delle ricerche, delle analisi, delle case history, delle testimonianze, dei corsi e delle best practices che possono contribuire ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza sule prospettive e sull’utilizzo della Blockchain.

Le definizioni di Blockchain

Come evidente la Blockchain si presta a essere interpretata. Più che una tecnologia è un paradigma, un modo di interpretare il grande tema della decentralizzazione e della partecipazione. Per questo come naturale esistono diverse declinazioni, diverse interpretazioni e diverse definizioni della Blockchain. Una rassegna di definizioni può essere utile per capire come viene vissuta e interpretata la Blockchain in funzione della prospettiva di utilizzo. Ciascuna definizione, come vedremo, pone in evidenza uno o più aspetti salienti della Blockchain.

Blockchain come database di transazioni

La Blockchain è una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Si tratta di un database strutturato in Blocchi (contenenti più transazioni) che sono tra loro collegati  in rete in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere validata dalla rete stessa nell’”analisi” di ciascun singolo blocco. La Blockchain risulta così costituita da una catena di blocchi che contengono ciascuno più transazioni. La soluzione per tutte le transazioni sono affidate ai Nodi che è chiamato a vedere, controllare e approvare tutte le transazioni creando una rete che condivide su ciascun nodo l’archivio di tutta la Blockchain e dunque di tutti i blocchi con tutte le transazioni. Ciascun blocco è per l’appunto anche un archivio per tutte le transazioni e per tutto lo storico di ciascuna transazione che, possono essere modificate solo con l’approvazione dei nodi della rete. Le transazioni possono essere considerate immodificabili (se non attraverso la riproposizione e la “ri”-autorizzazione delle stesse da parte di tutta la rete). Da qui il concetto di immutabilità.

La Blockchain come database per transazioni crittografate

La Blockchain è un grande database per la gestione di transazioni crittografate su una rete decentralizzata di tipo peer-to-peer decentralizzato che dà il nome a una nuova piattaforma tecnologica, che permette di ridefinire e reimpostare il modo in cui creiamo, otteniamo e scambiamo valore. La Blockchain sta facendo con le transazioni quello che Internet ha fatto con le informazioni e lo sta facendo grazie a un processo che unisce sistemi distribuiti, crittografia avanzata e teoria dei giochi.

La Blockchain come registro pubblico aperto a tutti

La Blockchain è un database decentralizzato che archivia asset e transazioni su una rete di tipo peer-to-peer. È un Registro pubblico per la gestione di dati correlati alle transazioni presenti nei blocchi e gestite tramite crittografia dai partecipanti alla rete che  verificano, approvano e successivamente registrano tutti i blocchi con tutti i dati di ciascuna transazione su tutti i nodi. La stessa “informazione” è dunque presente su tutti i nodi e pertanto diventa immodificabile se non attraverso una operazione che richiede la approvazione della maggioranza dei nodi della rete e che in ogni caso non modificherà lo storia di quella stessa informazione.
La Blockchain non è una applicazione, non è un sistema, non è una tecnologia. La Blockchain è un nuovo paradigma per la gestione delle informazioni che permette di garantire la reale immutabilità dei dati perché in grado di garantire e certificare la storia completa di tutti i dati e di tutte le operazioni collegate a ciascuna transazione.

Perché la Blockchain è così importante?

Relativamente al ruolo economico, sociale e finanziario della Blockchain può essere utile un video del World Economic Forum che spiega le prospettive della Blockchain (in inglese).

Che cos’è la Blockchain?

come funziona la blockchain

Vediamo concretamente in cosa consiste la Blockchain. La Blockchain è un protocollo di comunicazione, che identifica una tecnologia basata sulla logica del database distribuito (un database in cui i  dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi).

La Blockchain è una serie di blocchi che archiaviano un insieme di transazioni validate e correlate da un Marcatore Temporale (Timestamp). Ogni blocco include l’hash (una funzione algoritmica informatica non invertibile che mappa una stringa di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza predefinita) che identifia il blocco in modo univoco e che permette il collegamento con il blocco precedente tramite identificazione del blocco precedente.

I componenti basilari della Blockchain:

  • Nodo: sono i partecipanti alla Blockchain e sono costituiti fisicamente dai server di ciascun partecipante
  • Transazione: è costituita dai dati che rappresentano i valori oggetto di “scambio” e che necessitano di essere verifciate, approvate e poi archiviate
  • Blocco: è rappresentato dal raggruppamento di un insieme di transazioni che sono unite per essere verificate, approvate e poi archiavite dai partecipanti alla Blockchain
  • Ledger: è il registro pubblico nel quale vengono “annotate” con la massima trasparenza e in modo immutabile tutte le transazioni effettuate in modo ordinato e sequenziale. Il Ledger è costituito dall’insieme dei blocchi che sono tra loro incatenati tramite una funzione di crittografia e grazie all’uso di hash
  • Hash: è una operazione (Non Invertibile) che permette di mappare una stringa di testo e/o numerica di lunghezza variabile in una stringa unica ed univoca di lunghezza determinata. L’Hash identifica in modo univoco e sicuro ciascun blocco. Un hash non deve permettere di risalire al testo che lo ha generato.

Ciascun blocco contiene dunque diverse transazioni e dispone di un Hash collocato nell’header. L’Hash registra tutte le informazioni relative al blocco e un Hash con le informazioni relative al blocco precedente che permette di creare la catena e di legare un blocco all’altro.

La transazione contiene invece informazioni relative all’indirizzo pubblico del ricevente, le caratteristiche della transazione e la firma crittografica che garantisce della sicurezza e dell’autenticità della transazione.
La Blockchain è da vedere come un registro pubblico e condiviso costituito da una serie di client o di nodi.

La Blockchain è organizzata per aggiornarsi automaticamente su ciascuno dei client che partecipano al network. Ogni operazione effettuata deve essere confermata automaticamente da tutti i singoli nodi attraverso software di crittografia, che verificano un pacchetto di dati definiti a chiave privata o seme, che viene utilizzato per firmare le transazioni. Garantendo l’identità digitale di chi le ha autorizzate.

Come detto, la Blockchain è un database (base dati) distribuito.
Quindi, per capire bene cos’è la Blockchain, è necessario capire meglio cos’è un database distribuito vale a dire una base di dati distribuita, ovvero condivisa tra più computer, chiamati nodi, connessi alla rete.

La Transazione: in che cosa consiste, da cosa è composta?

Il Blocco: raggruppamento di un insieme di Transazioni

Dall’unione di più Blocchi si costruisce Blockchain

 

Come funziona la Blockchain: un esempio

In modo semplice e con il supporto iconografico vediamo i passaggi che definiscono il funzionamento di una transazione basata sulla Blockchain.

Gestire con la Blockhain una transazione, uno scambio o la vendita di un bene

Due soggetti devono effettuare una transazione: ad esempio Paolo vende ad Anna un immobile

Nasce la necessità di gestire una transazione commerciale tra due soggetti

Si crea la Transazione con le Cryptographic Key

Viene creata una Transazione costituita da una serie di elementi come l’indirizzo pubblico del ricevente, le informazioni relative alla transazione e  le Cryptographic Key. Nell’esempio di Paolo e Anna la transazione comprende le informazioni sull’immobile, sul prezzo, sulla disponibilità economica di Anna, sull’effettiva proprietà dell’immobile da parte di Paolo ed eventuali altre informazioni necessarie a completare il quadro di riferimento per la vendita e per l’acquisto.

In preparazione della Transazione verngono realizzate le Cryptographic Keys di Paolo e di Anna

La transazione entra a far parte di un Blocco di Transazioni

Viene creato un nuovo Blocco con tutti i dati relativi alla transazione tra Paolo e Anna e con i dati relativi all’immobile e alla disponibilità economica di Paolo. Il blocco, che comprende anche altre transazioni,viene preparato per essere sottoposto alla verifica e all’approvazione dei partecipanti alla Blockchain.

La transazione tra Paolo ed Anna entra a far parte di un Blocco che verrà verificato e “risolto” dai partecipanti alla Blockchain

Il Blocco, con la Transazione, deve essere verificato dalla Rete

La transazione viene portata in Rete per essere verificata da parte dei partecipanti alla Blockchain

Il Blocco che comprende la transazione tra Paolo ed Anna, unitamente ad altra transazioni, viene verificato e approvato dalla Rete Blockchain

Una volta verificato il Blocco si aggiunge alla catena: ecco la Blockchain

Il nuovo Blocco viene aggiunto alla catena di blocchi che forma la Blockchain, è accessibile a tutti i partecipanti ed è nell’archivio di tutti i partecipanti. Diventa il riferimento permanente, immutabile e immodificabile di quella specifica transazione

Il Blocco che comprende anche la Transazione tra Paolo ed Anna viene aggiunto alla Blockchain ed entra a far parte della “catena” di Blocchi

La transazione è completata ed è archiviata su tutti i nodi della Blockchain

Se le informazioni sono considerate corrette la transazione viene autorizzata, validata ed effettuata. A quel punto la transazione entra a far parte di un Nuovo Blocco che viene creato e che comprende anche questa transazione

La Transazione tra Paolo ed Anna viene pubblicata sulla Blockchain ed è accessibile a tutti i partecipanti e nessuno potrà modificarla. La transazione in tutti i suoi componenti è e resta immutabile nel tempo

Cos’è un database distribuito

Ma facciamo un passo indietro per capire meglio che cos’è un database distribuito. Nel momento in cui parliamo di Distributed Ledger ci troviamo davanti un database che non si trova fisicamente solo su un server (computer), ma che invece si trova su più computer nello stesso momento, tutti perfettamente sincronizzati su tutti gli stessi documenti. Ad esempio, può trovarsi su tutti i computer che sono connessi alla rete. In questo modo l’informazione è reperibile in maniera molto rapida, in quanto la potenza di calcolo sfrutta la potenza di tutti i computer connessi.

Ci sono fondamentalmente due processi che permettono ai database distribuiti di funzionare correttamente, e di non perdere dati per strada. Questi processi sono:

– Replica del database: ovvero un software è incaricato di analizzare il database per identificare cambiamenti. Una volta identificati questi cambiamenti, il software fa in modo che questi cambiamenti vengano replicati e che tutti i database siano identici.
– Duplicazione: è un processo che assicura che tutti i database abbiano gli stessi dati. In pratica identifica un database master, che poi duplica su tutti gli altri database, in modo da renderli uguali. Gli utenti possono modificare soltanto il database master, garantendo che i dati locali non vengano sovrascritti erroneamente.

La Blockchain è in pratica una implementazione del database distribuito. Diventata famosa per via dei Bitcoin, la Blockchain è in sostanza un database distribuito, dove vengono registrati una serie di record, chiamati blocchi.

Perché la Blockchain è sicura: cosa sono Marca Temporale, Consenso e Timestamp?

Una delle caratteristiche più importanti della Blockchain è la sicurezza. La Marca Temporale impedisce anche che l’operazione, una volta eseguita, venga alterata o annullata.

La caratteristica principale del modello, dunque, è che il funzionamento non è garantito da un ente centrale, ma ogni singola transazione è validata dall’interazione di tutti i nodi.

La Marca Temporale consente di associare una data e un’ora certe e legalmente valide a un documento informatico. In altre parole la Marca Temporale consente di definire una validazione temporale che può essere opponibile a terzi. 

Che cos’è una Marca Temporale

La Marca Temporale o Timestamp è costituita da una sequenza specifica di caratteri che identificano in modo univoco, indelebile e immutabile una data e/o un orario per fissare e accertare l’effettivo avvenimento di un certo evento. La rappresentazione della data è sviluppata in un formato che ne permette la comparazione con altre date e permette di stabilire e definire un ordine temporale. La pratica dell’applicazione di tale Marca Temporale è detta Timestamping.

Che cos’è il Timestamp o Timestamping?

La applicazione della Marca Temporale è un processo che viene definito come Timestamping ed è una delle basi di funzionamento della Blockchain.

Che cos’è il Consenso Distribuito

Il processo di validazione della Blockchain prevede una fase di verifica e di approvazione basata su risorse di calcolo che vengono messe a disposizione dai partecipanti alla Blockchain e che sono finalizzate alla risoluzione di problemi complessi o puzzle crittografici e che permettono di disporre di un Consenso Distribuito e non più di un consenso basato su un intermediario terzo o su un ente o istituzione centralizzata. Coloro che partecipano alla risoluzione del problema e che dunque concorrono alla validazione del processo e della transazione sono chiamati Miner e il loro intervento, che necessita per essere svolto di importanti risorse, viene remunerato attraverso l’emissione di una moneta virtuale o cryptocurrency.

La logica che sta alla base di questo processo parte dal presupposto che per evitare rischi di frodi in particolare da parte di un “nodo” della Blockchain è necessario creare degli ostacoli e delle complicazioni su tutto il processo di validazione. Nello specifico ogni nodo che intende partecipare alla validazione deve anche risolvere un complesso problema nella forma di un puzzle crittografico. Il puzzle è concepito per mettere in competizione tutti i nodi e tutti contribuiscono alla risoluzione mettendo a disposizione la propria potenza di calcolo. Il nodo che riuscirà a risolvere il puzzle crittografico avrà il diritto di validare il blocco con la presentazione della Proof of Work che è anche la prova della soluzione del puzzle. Per questo impegno e per questo risultato il nodo viene appunto remunerato con una Unità di valore che dipende dalla tipologia di Blockchain.

Va poi aggiungo che nelle Blockchain i nodi non sono “pubblici”, ovvero non si conoscono fra loro e il Proof of Work rappresenta anche il modo per costruire un rapporto di “fiducia” basato sulla concreta collaborazione alla soluzione delle prove che devono essere validate.

Che cosa sono e che ruolo hanno i Token?

Che cos’è un token?

Un token è un insieme di informazioni digitali che è in grado di conferire un diritto di proprietà ad un soggetto sull’insieme stesso di informazioni che sono registrate su una Blockchain e che possono essere trasferite tramite un protocollo. Il token può eventualmente incorporare anche altri diritti addizionali che nel caso sono governati da un sistema di smart contracts.

Quali sono le diverse tipologie di Token

Esistono diverse tipologie di token determinate sia dal tipo di approccio tecnologico sia dal tipo di utilizzo. In particolare è importante focalizzare l’attenzione su tre diverse tipologie di token determinati dal tipo di diritti gestiti dai token stessi

  • Token di classe 1 – il token si presenta come una una vera e propria coin, non prevede nessuna controparte e può essere trasferito tramite transazioni su Blockchain. Il toke è anche una garanzia della “non modificabilità” delle transazioni stesse. Si tratta di una tipologia di token che non conferisce diritti nei confronti di una controparte, ma ha la funzione di registrare un diritto di proprietà del token stesso o l’esistenza di un determinato soggetto/oggetto. Con questo tipo di token il proprietario non ha diritti ulteriori rispetto a quelli correlati alla proprietà del token stesso. Fanno parte della categoria dei Token di classi 1 i token di criptovalute come BitcoinBitcoinCashLitecoin, etc.;
  • Token di classe 2 – in questo caso si tratta di token che sono in grado di conferire ai proprietari dei diritti che possono essere esercitati nei confronti del soggetto che ha generato i token o eventualmente nei confronti di terzi. Si tratta di token che dunque permettono di esercitare diritti verso delle controparti. In parole diverse si potrebbe dire che i token di classe 2 potrebbero essere definiti come una sorta di titoli di credito, ossia di “documenti” che (secondo l’art. 1992 c.c.) conferiscono al possessore “diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo”. Come nella realtà quotidiana possono essere i titoli obbligazionari o di prestito, i titoli di partecipazione,i  titoli rappresentativi di merci e documenti di legittimazione. Ma per meglio comprendere di cosa si tratta citiamo gli esempi di
    1. Token per smart contract relativi alla gestione di pagamenti futuri – con il conferimento di un diritto a ricevere dei pagamenti futuri, sulla base di determinate condizioni stabilite a livello contrattuale che il token è chiamato a gestire in modo “automatico”;
    2. Token come asset – in questo caso il token rappresenta una sorta di diritto di proprietà di un determinato asset (sia materiale sia immateriale) e ad esempio potrebbe anche rappresentare quote di partecipazione dell’entità giuridica emittente o di entità terze.
    3. Token utilizzati per pagamenti “standardizzati” – in cui una persona vanta il diritto di ricevere un pagamento per un importo specifico ben definito;
    4. Token per la gestione di prestazione di servizi – in questa circostanza il titolare del token vanta il diritto di ricevere una determinata prestazione o nel caso anche un bene dal soggetto emettitore o da un terzo che abbia sottoscritto un accordo commerciale. Si tratta ad esempio di token che regolano l’accesso a infrastrutture informatiche, all’erogazione di servizi e che possono anche avere le caratteristiche di una criptovaluta nativa.
  • Token di classe 3 – Si tratta in questo caso di token che possono svolgere una funzione mista. Sono token che rappresentano diritti di comproprietà ovvero che rappresentano una proprietà ma conferiscono anche diritti diversi, come ad esempio il diritto di voto, o diritti di tipo economico per i rappresentanti legali o o soci di una società, etc. In questa tipologia di token il titolare non ha un diritto esercitabile direttamente verso l’emittente del titolo o verso un terzo.

Le logiche di funzionamento della Blockchain

Il modello si basa sulla combinazione tra firma digitale e Marca Temporale (Timestamp): la prima garantisce che mittente e destinatario di un qualsiasi tipo di messaggio (ad esempio la transazione nel mondo dei pagamenti) siano identificati in modo certo, il secondo permette che un insieme di messaggi, validato con la Marca Temporale da parte di un nodo scelto casualmente da un robusto modello matematico, venga comunicato e scritto nel registro di tutti gli altri nodi della rete e reso irreversibile.

Tutte le operazioni, nel caso di Bitcoin, sono confermate dalla rete entro dieci minuti (ma sono stati per esempio sviluppati anche protocolli più rapidi, come quello di Litecoin), attraverso il processo di consenso distribuito detto “Mining”. In pratica la correttezza del blocco di operazioni immesse nella rete viene verificata dai computer dei partecipanti al network confrontandolo con la versione più aggiornata della Blockchain. Il primo nodo che ottiene semaforo verde lo comunica a tutti gli altri, che provvedono a convalidare il blocco aggiornando la Blockchain. In questo modo si preservano al tempo stesso l’ordine cronologico delle operazioni e la neutralità della rete. 

Come si può leggere sul forum ufficiale, è possibile scaricare la Blockchain sul proprio computer.

Le principali caratteristiche della Blockchain

Quali sono le caratteristiche principali della Blockchain? Vediamole insieme:

  • Affidabilità: la Blockchain è affidabile. Non essendo governata dal centro, ma dando a tutti i partecipanti diretti una parte di controllo dell’intera catena, la Blockchain diventa un sistema meno centralizzato, meno governabile, e allo stesso tempo molto più sicuro e affidabile, ad esempio da attacchi di malintenzionati. Se infatti soltanto uno dei nodi della catena subisce un attacco e si danneggia, tutti gli altri nodi del database distribuito continueranno comunque a essere attivi e operativi, saldando la catena e non perdendo in questo modo informazioni importanti.
  • Trasparenza: le transazioni effettuate attraverso la Blockchain sono visibili a tutti i partecipanti, garantendo così trasparenza nelle operazioni.
  • Convenienza: effettuare transazioni attraverso la Blockchain è conveniente per tutti i partecipanti, in quanto vengono meno interlocutori di terze parti, necessari in tutte le transazioni convenzionali che avvengono tra due o più parti (ovvero le banche e altri enti simili).
  • Solidità: le informazioni già inserite nella Blockchain non possono essere modificate in alcun modo. In questo modo le informazioni contenute nella Blockchain sono tutte più solide e attendibili, proprio per il fatto che non si possono alterare e quindi restano così come sono state inserite la prima volta.
  • Irrevocabilità: con la Blockchain è possibile effettuare transazioni irrevocabili, e allo stesso tempo più facilmente tracciabili. In questo modo si garantisce che le transazioni siano definitive, senza alcuna possibilità di essere modificate o annullate.
  • Digitalità: con la Blockchain tutto diventa virtuale. Grazie alla digitalizzazione, gli ambiti applicativi di questa nuova tecnologia diventano tantissimi,

Smart Contract e Blockchain

Gli Smart Contract sono stati oggetto di sperimentazione già negli anni ’90 quando le tecnologie hanno permesso di attuare forme di sperimentazione di Smart Contract, ma l’idea di Contratto Intelligente risale in realtà alla metà degli Anni ’70. All’epoca l’esigenza era molto semplice e atteneva alla necessità di gestire la attivazione o disattivazione di una licenza software in funzione di alcune condizioni molto semplici. La licenza di determinati software venne di fatto gestita da una chiave digitale che permetteva il funzionamento del software se il cliente aveva pagato la licenza e ne cessava il funzionamento alla data di scadenza del contratto.

Un contratto automatico che si attiva a determinate condizioni

Lo Smart Contract ha bisogno di un supporto legale per la sua stesura, ma non ne ha bisogno per la sua verifica e per la sua attivazione. Lo Smart Contract fa riferimento a degli standard di comportamento e di accesso a determinati servizi e viene messo a disposizione, accettato e implementato anche come forma di sviluppo di servizi tradizionali. Uno Smart Contract è la “traduzione” o “trasposizione” in codice di un contratto in modo da verificare in automatico l’avverarsi di determinate condizioni (controllo di dati di base del contratto) e di autoeseguire in automatico azioni (o dare disposizione affinché si possano eseguire determinate azioni) nel momento in cui le condizioni determinate tra le parti sono raggiunte e verificate. In altre parole lo Smart Contract è basato su un codice che “legge” sia le clausole che sono state concordate sia la condizioni operative nelle quali devono verificarsi le condizioni concordate e si autoesegue automaticamente nel momento in cui i dati riferiti alle situazioni reali corrispondono ai dati riferiti alle condizioni e alle clausole concordate.

Perché gli Smart Contract hanno bisogno di Big Data e Data Science

E proprio perché l’assenza di un intervento umano corrisponde anche all’assenza di un contributo interpretativo lo Smart Contract deve essere basato su descrizioni estremamente precise per tutte le circostanze, tutte le condizioni e tutte le situazioni che devono essere considerate. Ecco che la gestione dei dati e dei Big Data in particolare diventa un fattore critico essenziale per stabilire la qualità dello Smart Contract.

Nello stesso tempo per gli Smart Contract è fondamentale definire in modo estremamente preciso le fonti di dati alle quali il contratto è chiamato ad attenersi. Gli Smart Contract sono chiamati a ricevere dati e informazioni da soggetti che vengono definite e certificate dalle parti nel contratto stesso e che devono essere individuate, controllate lette e interpretate dallo Smart Contract sulla base di precise regole che a loro volta rappresentano una delle parti più rilevanti e strategiche del contratto che determinano ovviamente l’output finale.

Smart Contract come esecuzione di un codice

E qui viene il punto più rilevante relativo alle differenze sostanziali tra contratto tradizionale e Smart Contract. Lo Smart Contract è di fatto “figlio” dell’esecuzione di un codice da parte di un computer. È un programma che elabora in modo deterministico (con identici risultati a fronte di identiche condizioni) le informazioni che vengono raccolte. In altre parole se gli input sono gli stessi i risultati saranno identici. Questo punto è estremamente rilevante perché se da una parte rappresenta una certezza e una sicurezza in quanto garantisce alle parti una assoluta “certezza di giudizio oggettivo” escludendo qualsiasi forma di interpretazione, dall’altra sposta sul codice, sulla programmazione, sullo sviluppo il peso e la responsabilità o anche il potere di decidere.

Ai contraenti spetta il compito di definire condizioni, clausole, modalità e regole di controllo e azione, ma una volta che il loro contratto è diventato codice e dunque uno Smart Contract e i contraenti lo accettano ecco che gli effetti non dipendono più dalla loro volontà.

Smart Contract: le Assicurazioni premiano l’adozione dell’IoT sulle vetture

Un esempio viene dal mondo delle assicurazioni per autoveicoli che sulla base di dati rilevati grazie ad apparecchiature Internet of Things a bordo delle vetture sono in grado di fornire dati sul comportamento del conducente che possono influire e creare determinate condizioni che attivano o disattivano clausole di vantaggio o svantaggio. Ad esempio il superamento di limiti di velocità determinati dal contratto possono essere lette come condizioni di maggior pericolo e determinare un cambiamento contrattuale delle condizioni applicate ad esempio nel valore del premio assicurativo.
Un altro esempio arriva dal mondo dei media dove con i Digital Rights Management viene gestita la erogazione e l’accesso a determinati servizi multimediali.

Il ruolo del legale e dello sviluppatore

Se lo Smart Contract è chiamato a fare bene il suo lavoro, deve fornire una serie di garanzie a tutte le parti coinvolte e primariamente a questo punto della nostra analisi lo Smart Contract deve garantire che il codice con cui è stato scritto non possa essere modificatoche le fonti di dati che determinano le condizioni di applicazione siano certificati e affidabili, che le modalità di lettura e controllo di queste fonti sia a sua volta certificato. Lo Smart Contract deve essere preciso sia nella sua stesura sia nella gestione delle regole che ne determinano l’applicazione e delle regole che devono governarne le eventuali anomalie.

La catena di Sant’Antonio dei Bitcoin

Nell’economia delle crittovalute, i Miner (gli utenti che mettono a disposizione del network le risorse computazionali per elaborare i blocchi) vengono ricompensati in Bitcoin. Ed è questo, insieme ad altri elementi, uno dei motivi per cui il sistema, così come è stato concepito otto anni fa, comincia a vacillare. Dopo un paio d’anni di montagne russe sul valore di scambio (che ha oscillato da 200 a oltre mille dollari per unità), sperimentazioni nei campus universitari, tentativi di inserimento in borsa e decine di scandali che hanno comunque calamitato l’attenzione dei media, Mike Hearn, sviluppatore della tecnologia e tra i più accesi sostenitori di Bitcoin, ha pubblicamente decretato il fallimento del progetto. «Doveva essere una nuova forma di valuta decentralizzata, priva di istituzioni di sistema e troppo grande per fallire. Ma è diventato qualcosa di ancora peggiore: un meccanismo completamente controllato da poche persone», ha scritto Hearn in un post con cui annunciava di aver venduto tutti i suoi Bitcoin. «Nel giro di soli otto mesi la community, da aperta e trasparente che era, è diventata un luogo dominato da una censura dilagante, con bitcoiner che attaccano altri bitcoiner. Bitcoin non ha futuro in quanto è controllata da meno di dieci persone».

Cosa sono e come funzionano i Bitcoin

Come già detto, l’applicazione, ad oggi, più utilizzata per la Blockchain (e che ha reso la Blockchain famosa nel mondo) è il sistema dei Bitcoin. Bitcoin può essere considerata una nuova valuta, anzi come viene definita una criptovaluta.

Ma come funziona Bitcoin? La pagina ufficiale dà ubitcoin funzionamentona spiegazione molto chiara. Vediamo nel dettaglio, e in maniera semplificata, come funzionano i Bitcoin.

Per iniziare a utilizzare la valuta Bitcoin come moneta di scambio, è sufficiente installare sul proprio dispositivo (cellulare, desktop, hardware o web) un’applicazione per il portafoglio Bitcoin. In pratica, una volta che il portafoglio Bitcoin è stato installato, verrà generato un primo indirizzo Bitcoin, che può essere condiviso con chiunque, per permettergli di inviare del denaro a tale indirizzo, quindi all’utente che ha installato il portafoglio Bitcoin e condiviso il proprio indirizzo Bitcoin. In teoria questo indirizzo andrebbe utilizzato una sola volta, ma può anche essere utilizzato più volte.

Tutto il sistema dei Bitcoin, come visto, si basa sulla tecnologia della Blockchain. In pratica tutte le transazioni confermate sono salvate nella Blockchain, e tramite il proprio portafoglio si può verificare quanti altri Bitcoin si hanno a disposizione per poter effettuare transazioni. Tutto il sistema è protetto da crittografia, in modo da essere sicuro contro gli attacchi informatici.

La chiave privata

Il denaro viene trasferito tra due portafogli Bitcoin, e la transazione viene protetta da una chiave privata, ovvero una firma attraverso la quale si firmano le transazioni, e che quindi permette di garantire che il denaro trasferito sia effettivamente della persona che ha effettuato la transazione, e che nessuno modifichi questa transazione, rendendo la transazione sicura. Per maggiori informazioni su come funzionano i Bitcoin ci sono alcuni documenti ufficiali quali la documentazione per sviluppatori e il wiki di Bitcoin.

I Bitcoin, pur essendo virtuali, non mostrano sostanziali differenze rispetto alle monete tradizionali. Essi infatti non rappresentano nulla nel mondo fisico, ma hanno valore per il semplice fatto che le persone accettano di scambiarli con beni/servizi, allo scopo di averne un numero sempre maggiore sul loro conto, convinti che anche le altre persone facciano lo stesso. La vera rivoluzione dei bitcoin sta nell’aver costruito un sistema di controllo – denominato Blockchain – che, a detta di molti, potrà generare nuovi paradigmi disruptive per il mondo finanziario e non.

Come funziona Bitcoin

A differenza delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale, ma poggia su un database distribuito, dove tutti i nodi della rete che vogliono contribuire al sistema, tengono traccia delle singole transazioni in esso avvenute.

I Bitcoin, sostanzialmente, non sono che file, che ogni utente della rete può salvare in un proprio wallet digitale (residente sul proprio PC o su sistemi che emulano il servizio delle banche tradizionali). Ogni “indirizzo bitcoin” presente nel wallet (vedi quadrati rossi nella figura successiva) può essere associato a un numero variabile di Bitcoin. Generalmente, per facilitare l’anonimato e rendere meno complicate le transazioni, ognuna di queste è gestita tramite la generazione di un nuovo indirizzo in cui ricevere la valuta. Ad ogni indirizzo (chiave pubblica), viene associato l’equivalente di una firma digitale (chiave privata), utile per assicurarsi che solo il proprietario di un certo indirizzo possa avviare una transazione ed esso legata.

Proviamo a semplificare il funzionamento del Bitcoin

Se guardiamo il protocollo Bitcoin, una transazione può essere letta come la dichiarazione di un utente di ridurre la sua quota di Bitcoin e di aumentare quella di un secondo utente di un ugual valore. Nel momento in cui si gestisce una transazioneogni nodo della rete che partecipa al sistema aggiorna il registro, trasferendo l’informazione al nodo successivo.

Dal punto di vista strettamente operativo, l’utente (X) predispone un indirizzo (nella forma di chiave pubblica), in cui ricevere la nuova transazione, mentre il secondo utente (Y) individua uno dei suoi indirizzi (che va a indicare un quantitativo specifico di Bitcoin) e fa partire la transazione. La transazione vede il secondo utente (Y) aggiungere la chiave pubblica predisposta dal primo (X) al suo indirizzo, che andrà unita alla chiave privata nel ruolo di firma digitale predisposta per verificare tutti i presupposti della transazione.

Come si tiene traccia delle transazioni

In nessun nodo della rete viene tenuta traccia del saldo dei conti delle singole persone. La proprietà di una certa quota di Bitcoin è dimostrata da tutte le precedenti transazioni legate alle singole monete. Ogni transazione è di fatto composta da una serie di input (ognuno fa riferimento a un indirizzo Bitcoin) che sono appunto correlati a transazioni passate.

Per trasferire 10 bitcoin da un utente (X) ad un altro (Y) occorre procedere in questo modo

In particolare poi i nodi della rete che verificano una transazione esercitano un controllo degli input associati, con lo scopo di validare la proprietà delle somme. Il controllo verifica fino alla prima transazione Bitcoin avvenuta. Per rendere possibile questa operazione, in fase di installazione di un Wallet Bitcoin, viene scaricato lo storico complessivo di tutte le operazioni svolte, che vengono immediatamente elaborate per verificarne l’autenticità e che danno vita a una operazione che può richiedere diverse ore per un controllo completo.

La sicurezza del Bitcoin

Bitcoin garantisce sicurezza ai suoi utilizzatori sfruttando:

Il rischio di vulnerabilità in termini di sicurezza

Nonostante gli accorgimenti descritti, c’è il rischio di una possibile vulnerabilità a livello di sicurezza, in particolare legata all’ordine delle transazioni. Lanciando due transazioni – nel caso dovessero essere tra loro potenzialmente in contrasto, perché legate allo stesso input -, queste potrebbero essere trasferite nella rete in modo casuale. In questa circostanza, un nodo, che avesse già ricevuto la seconda transazione creata, riceverebbe anche la prima, con rischio di ambiguità non risolvibile.

Il rapporto tra Blockchain e Bitcoin?

Con il termine Blockchain s’intende il paradigma tecnologico che permette di sviluppare applicazioni Cryptocurrency-like: il protocollo Bitcoin rappresenta solo una – la prima – delle possibili realizzazioni.

L’associazione con il concetto di Bitcoin può ancora generare qualche equivoco tra i non addetti ai lavori, ma la Blockchain – la tecnologia sottostante ai meccanismi che regolano le transazioni in criptovalute (di cui la più nota è appunto il Bitcoin) – sembra destinata ad avere tutt’altro ruolo nelle prossime fasi di sviluppo della finanza mondiale. E non solo.

Se persino l’Economist l’ha definita in una cover story “the trust machine”la macchina della fiducia,attribuendogli il potere di trasformare il funzionamento stesso dell’economia, significa che il protocollo P2P elaborato nel 2008 da Satoshi Nakamoto e adottato negli anni da una community composta agli occhi dell’opinione pubblica da hacker, attivisti o, nella migliore delle ipotesi, speculatori, ha raggiunto un livello di maturità tale da convincere anche gli analisti più conservatori.

In particolare la Bitcoin intesa come digital currency utilizza la tecnologia peer-to-peer e attiva transazioni che non necessitano di autorità o istituzioni centrali. L’emissione della Bitcoin è effettuata dalla Rete e la stessa gestione delle transazioni è governata dalla Rete. Si tratta di una operazione “collettiva” cui tutti coloro che lo desiderano possono partecipare aderendo al progetto. La tecnologia Bitcoin è basata su software open source e lo sviluppo è pubblico e condiviso. In altre parole e nel rispetto della visione indicata da Satoshi Nakamoto nel suo White Paper la Rete Bitcoin non è posseduta o controllata da nessuno, ovvero è posseduta e controllata da tutti coloro che intendono aderire al progetto.

Non solo Bitcoin: gli ambiti applicativi della Blockchain in Italia

La Blockchain non è soltanto Bitcoin. La moneta virtuale è infatti solo una delle sue possibili applicazioni. Priva di gestione centralizzata, infatti, la Blockchain permette di inviare qualsiasi dato in maniera sicura, tagliando drasticamente la catena degli intermediari, e permettendo quindi uno scambio di dati sicuro tra due persone e basta, senza dover utilizzare mezzi di terze parti quali ad esempio un provider di posta elettronica, oppure un servizio di Cloud Computing esterno.

Il ruolo importante del Finance e la crescita del “Non Finance”

Gli ambiti applicativi della Blockchain in Italia secondo l’Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano (2017)

Si è parlato molto di Blockchain anche in occasione del World Economic Forum (Forum economico mondiale) e sono molti gli investitori che stanno puntando ad altri investimenti in ambito Blockchain, e quindi dagli investimenti iniziali che ci sono stati soltanto nella nuova valuta e in nuovi sistemi di pagamento, si passa finalmente a nuovi investimenti, in settori nuovi e diversi tra loro.

Secondo Deloitte sono stati investiti oltre 1 biliardo di dollari nella Blockchain, in oltre 120 startup collegate alla Blockchain, di cui oltre la metà di questi soldi sono stati investiti soltanto nel 2016 una conferma importante è poi arrivata nel corso del 2017 e dall’impegno e dagli investimenti di tante imprese nell’orizzonte temporale 2020.

ambiti applicativi blockchain startup

Vediamo quindi quali sono i principali tra i nuovi ambiti applicativi della Blockchain in Italia e nel mondo.

1) Blockchain in Finanza e Banche

La Finanza e l’Economia sono sicuramente tra i settori presi più di mira dagli investitori in relazione alla Blockchain. Infatti, non essendoci intermediari a gestire le transazioni, la Blockchain abbatterebbe i costi delle commissioni delle banche, permettendo risparmi, velocità e affidabilità delle transazioni. Diventa quindi fondamentale investire in questa nuova tecnologia per banche e istituti finanziari, che cercano di accaparrarsi una fetta abbastanza grande di questo nuovo mercato, che rivela già da subito innumerevoli possibilità e opportunità. Su blockchain4innovation.it è disponibile la sezione dedicata alla Blockchain in Banche e Finanza, che offre una visione più ampia e un focus di approfondimento sul tema delle banche e della finanza in generale e su come questo mercato si stia evolvendo con un occhio di riguardo alla nuova tecnologia della Blockchain.

2) Blockchain nelle Assicurazioni

Inoltre, come evidenzia uno studio condotto da Ernst Young, c’è un’ottima possibilità di utilizzo anche per la Blockchain nel settore assicurativo (Assicurazioni). Alcuni modi attraverso i quali la Blockchain può aiutare le assicurazioni sono:

L’accesso a transazioni sicure e decentralizzate, che fornisce una base solida per prevenire le frodi, per garantire una maggiore governance, per avere dati e reportistiche migliori. Grazie alla Blockchain, inoltre, le assicurazioni possono avere notifiche aggiornate e accurate in relazione ai cambiamenti, e ciò permette loro di migliorare la gestione del rischio e massimizzare le opportunità di capitali e fondi, oltre alla possibilità di adottare strategie di Big Data, che sono molto utili per ottenere informazioni sicure sui propri clienti, sulle loro priorità e preferenze, oltre che eventuali ulteriori informazioni prese da terze parti.

Da un punto di vista tecnico, gli assicuratori vedono nella Blockchain un’opportunità per integrare un ecosistema di terze parti affinché riducano i costi delle loro piattaforme di gestione, migliorando allo stesso tempo l’esperienza utente (customer experience) e la quota di mercato, e sviluppando nuove soluzioni e opportunità.

A livello di mercato, inoltre, gli assicuratori hanno opportunità nella governance delle loro aziende, attraverso un accesso ai dati migliorato, controlli di terze parti e sistemi più sofisticati di gestione del rischio, associati ai loro prodotti e servizi, come ad esempio le assicurazioni cibernetiche.

3) Blockchain nei Pagamenti digitali

Anche per quanto riguarda i Pagamenti digitali ci sono grandi opportunità per la Blockchain. Ovviamente ci sono ancora molti problemi che vanno affrontati, come ad esempio il tempo di elaborazione di una transazione, che è ancora molto lento considerando le necessità di un mercato e un mondo che vanno sempre più veloce. Anche le performance del sistema andrebbero migliorate, per poter essere meglio assorbite dai pagamenti digitali, e allo stesso modo indicazioni normative chiare e un’analisi più attenta di minacce e opportunità sono le sfide della Blockchain nel settore dei pagamenti digitali. Nonostante queste sfide, comunque, esistono tantissime opportunità per questa nuova tecnologia applicata ai pagamenti digitali, e probabilmente molto presto avremmo i primi riscontri dal mercato.

4) Blockchain nell’Agrifood

Nell’Agrifood la Blockchain trova un ulteriore ottimo “alleato”. Alcune delle caratteristiche applicative della Blockchain nell’Agrifood sono la tracciabilità, la trasparenza, di chi vuole “raccontare la storia” del proprio cibo, utilizzando la Blockchain per garantire affidabilità. Altre aziende già oggi vogliono tracciare container e trasporti degli alimenti e del cibo in generale utilizzando la Blockchain.  In conclusione, i benefici della Blockchain nell’Agrifood sono molteplici, e dalla decentralizzazione, al controllo condiviso, all’immutabilità e preservazione delle informazioni, ci sono sicuramente molte applicazioni per la Blockchain in ambito Agrifood.

5) Blockchain nell’Industry 4.0

Anche nel manifatturiero la Blockchain può essere un valido alleato. Grazie alla Blockchain nell’Industry 4.0, infatti, è possibile sfruttare la logica decentralizzata della Blockchain per produrre tecnologie in grado di supportare al meglio la produzione, logistica e Supply Chain, così come altre aree “core” dell’azienda. Inoltre, grazie alla Blockchain, è possibile preservare il dato e la sicurezza del dato stesso, garantendo quindi sicurezza e affidabilità a tutto il processo della filiera produttiva e di distribuzione. La Blockchain permette di disporre di soluzioni in particolare per le industrie di trasformazione, per la gestione della logistica di prodotto interna ed esterna e per la gestione dei rapporti di filiera. In particolare sono state sviluppate soluzioni che permettono di portare la logica del “Trust” che è ampiamente utilizzata nell’ambito dei pagamenti digitali anche nell’ambito delle transazioni che hanno come oggetto “pacchetti” di dati che rappresentano la identità di determinati prodotti e delle loro logiche di produzione. In questi casi è necessario disporre della massima affidabilità in termini di gestione dell’identità e dell’affidabilità. In questo caso la Blockchain può rappresentare una eccellente soluzione per implementare le logiche dell’Industria 4.0 a livello distrettuale e di filiera.

6) Blockchain nell’IoT

Anche nell’Internet delle Cose la Blockchain trova una grande utilità: grazie alla sua facilità di scambio dati, infatti, la tecnologia Blockchain potrebbe essere utilizzata per facilitare la comunicazione tra oggetti IoT connessi, oltre a rendere lo scambio di dati più sicuro e veloce.

7) Blockchain nella Sanità

Per quanto riguarda Blockchain e Sanità, gestire i dati medici dei pazienti attraverso un sistema condiviso, permetterebbe ai medici di condividere informazioni sui pazienti in maniera sicura e veloce, e quindi aiuterebbe molto la medicina e la sanità a migliorare il servizio fatto ai pazienti, con la possibilità di avere sotto controllo l’intera cartella clinica di un paziente, e quindi di conoscere in anticipo la storia del paziente, in modo da somministrare cure migliori e in tempi più rapidi.

8) Blockchain nella Pubblica Amministrazione

Anche la Blockchain nella Pubblica Amministrazione trova ambiti di applicazione. La Blockchain potrebbe infatti ad esempio aiutare la Pubblica Amministrazione e i cittadini ad avere una vera identità digitale, condivisa e implementata in questo sistema, con diversi vantaggi tra cui: rendere più difficile l’evasione fiscale, avere un controllo maggiore dei cittadini e quindi combattere la criminalità, servizi semplificati in tutti i settori della Pubblica Amministrazione (invio di dati semplificato), e molto altro.

9) Blockchain nel Retail

La Blockchain sembra essere un modello interessante da utilizzare nei negozi e nel Retail: con la Blockchain infatti gli attuali metodi di pagamento in negozio potrebbero essere estesi alla Bitcoin, permettendo quindi ai clienti pagamenti molto più rapidi, oltre che più economici. Garantendo pagamenti più veloci ed economici, e quindi più convenienti, può essere offerto un servizio migliore al cliente, che quindi potrebbe dare un vantaggio competitivo agli store che decideranno per primi di abilitare queste nuove tecnologie nei loro punti vendita.

Gli altri possibili ambiti applicativi, dalla PA alle imprese

Ma non sono solo le banche a considerare la Blockchain una leva strategica di sviluppo. Se molti osservatori si dicono convinti che anche le pratiche della Pubblica Amministrazione e addirittura anagrafiche e documenti d’identità potranno essere gestiti sfruttando i sistemi di controllo distribuiti offerti dalla Blockchain (applicabili persino alle attività di notariato o alla gestione delle proprietà intellettuali), si comincia a valutare l’impatto positivo della tecnologia pure sulle imprese private.

Sempre a Londra si è discusso dell’utilità della Blockchain per semplificare i processi di business, diminuendo i costi e aumentando l’efficienza dei reparti finance. Si prevede un primo inserimento nei flussi interni, creando gruppi di utenti con specifici livelli di accesso, mantenendo trasparenti tutte le operazioni e agevolando le attività analitiche grazie alla rapidità e omogeneità dai dati trasmessi.

Il passo successivo? L’implementazione nei business network, con l’automazione dei processi di procurement attraverso sistemi di notifica real time, il monitoraggio costante e condiviso degli asset disponibili per la vendita e l’acquisto e, di nuovo, la generazione di precise, graduali barriere all’ingresso per la partecipazione all’interscambio. Sarebbe un salto quantico. Ma la capacità di adattamento che hanno dimostrato i business rafforzati dalla digital disruption fa ben sperare.

Molto però può dipendere anche dalla volontà dei vendor tecnologici di comprendere prima, abbracciare poi e infine implementare nella propria offerta la logica della Blockchain. C’è chi ci sta già pensando. Ma la partita è interdisciplinare, oltre che internazionale, e oltre a sviluppare soluzioni tecniche che rispondano a problemi concreti – e ancora insoluti -, occorre anche un’importante opera di informazione e sensibilizzazione per coinvolgere istituzioni e associazioni nella definizione di adeguati impianti regolatori.

Altre forme di Blockchain: Ethereum

Che cosè Ethereum

Ethereum è una piattaforma di tipo computazionale che viene “remunerata” attraverso scambi basati su una cryptocurrency calcolata in Ether. È una piattaforma che può essere adottata da tutti coloro che desiderano entrare a far parte della Rete e che in questo modo avranno a disposizione una soluzione che consente a tutti i partecipanti di disporre di un archivio immutabile e condiviso di tutte le operazioni attuate nel corso del tempo e che nello stesso tempo è concepita per non poter essere fermata, bloccata o censurata.
Ethereum potrebbe essere presentato come il più grande computer condiviso che è in grado di erogare una enorme potenza disponibile ovunque e per sempre. Dunque con Ethereum si passa dal concetto di Distributed Database a Distributed Computing.
Ethereum è progettata per essere adattabile e flessibile e per creare facilmente nuove applicazioni. Ethereum è cioè una Programmable Blockchain che non si limita a mettere a disposizione “operation” predefinite e standardizzate, ma permette agli utenti di creare le proprie “operation”. Di fatto è una Blockchain platform che permette di dare vita a diverse tipologie di applicazioni Blockchain decentralizzate non necessariamente limitate alle sole cryptocurrency.

Ether: la moneta di scambio di Ethereum

L’uso delle risorse computazionali di Ethereum è remunerato con una speciale “moneta virtuale” denominata Ether che rappresenta essa stessa sia la potenza elaborativa necessaria per produrre i contratti sia la cryptovaluta che permette di “pagare” per la realizzazione dei contratti. Ether è fondamentalmente e concretamente un token che viene trattato come cryptocurrency exchange con il ticker symbol di ETC.
Ethereum conta poi su un Internal Transaction Pricing Mechanism denominato Gas che ha lo scopo di ottimizzare le risorse della rete, di prevenire lo spam e di allocare le risorse in modo proporzionato e corretto in funzione delle richieste.

ICO Blockchain: che cos’è perché è importante conoscerla

Uno degli sviluppi della Blockchain riguarda l’ambito del Crowdfunding e dei finanziamenti in forma di Venturing alle startup. L’ICO (Initial Coin Offering) è una innovativa di modalità di Crowdfunding totalmente basata sulle cryptocurrency.

L’Initial Coin Offering (altrimenti definito anche come Initial token offering o come token sale) sta portando una serie di importanti novità nel mondo del Venturing e rappresenta a tutti gli effetti una sorta di IPO (Initial Public Offering) interamente gestita con cryptocurrency sulla Blockchain.

L’ICO è uno strumento rivoluzionario nel mondo del Venturing perché permette di superare le rigide regole dei processi di valutazione tradizionalmente seguiti da fondi e banche a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Si tratta però di una operazione che si rivolge alle nuove imprese che operano nell’ambito della Blockchain ovvero che hanno sviluppato o che stanno sviluppando soluzioni basate sulla Blockchain. In concreto l’ICO si attua con la vendita di token da parte della startup che sta cercando risorse sul mercato. I token possono essere “scambiati” con cryptocurrency come Bitcoin o come Ether. La proposta di investimento che si attua appunto attraverso la “vendita” di token è basata sulla presentazione di un piano industriale o di un progetto di impresa. L’ICO, come l’IPO, è disegnato per “dare fiducia” e risorse a una idea, che nello specifico punta a far crescere la Blockchain e trova il proprio consenso nella comunità che opera sulla Blockchain. I token, oggetto dell’investimento, possono essere a tutti gli effetti scambiati e, come le azioni di una impresa quotata, possono vedere variare il loro valore nominale in funzione di tanti fattori, a partire dall’andamento del progetto presentato e delle oscillazioni delle critpovalute.

(Tratto da blockchain4innovation, l’articolo integrale è disponibile QUI)

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