Sempre più falso Made in Italy nel bicchiere

Sempre più falso Made in Italy nel bicchiere

Dallo spumante «non a denominazione» si estende al vino il via libera della Commissione Europea.

Questo non fa altro che rendere la vita dei contraffattori ancora più semplice.

Vino sequestrato contraffatto

Sempre più falso Made in Italy nel bicchiere, con la cancellazione dell’indicazione dell’origine delle uve di vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Cabernet e Shiraz.

Il testo prevede la possibilità di estendere ai cosiddetti vini varietali, cioè ottenuti da varietà internazionali coltivate in Italia, la possibilità introdotta per gli spumanti generici - quelli non a denominazione Doc e Igt - di indicare in etichetta solo il paese di origine nel quale avviene la spumantizzazione, ma non quello dal quale provengono le uve.

"Un grave precedente, che potrebbe ripercuotersi in futuro anche in altri settori. Basti pensare che lo stesso potrebbe verificarsi per i formaggi, gli oli, gli ortaggi, la carne e il pesce. Conseguenze? Addio al made in Italy 100%" - Followine

Omettere l'indicazione d’origine?

Significa che da oggi basterebbe inserire in etichetta solo la zona di vinificazione e non la zona di coltivazione, questo provvedimento è assolutamente controtendenza e noi di Followine non possiamo fare altro che schierarci dalla parte della Coldiretti.

È proprio l’associazione a denunciare, in una nota che fa riferimento alla modifica del regolamento 607/09 sulla etichettatura dei vini predisposta dalla Commissione Ue e trasmessa al Consiglio e al Parlamento, la procedura di adozione definitiva. «Una scelta grave contro la quale - sottolinea Coldiretti - è necessaria una decisa opposizione dell’Italia a tutela di produttori e cittadini».

La Coldiretti - Le origini

Il nome della Coldiretti è legato a Paolo Bonomi che nel 1944 la fondò e ne fu Presidente fino al 1980. Nato a Romentino (Novara) il 6 giugno 1910 da una famiglia di agricoltori e laureato in scienze economiche e commerciali, manifesta sin da giovane interesse e passione per le problematiche sociali.

La Coldiretti - Il pensiero

«In questo modo sarà possibile fare in “laboratorio” vino italiano - lamenta l’organizzazione agricola - usando vini o mosti provenienti da altri Paesi, come la Spagna, per essere poi venduto specie sui mercati esteri sotto la copertura di simboli e marchi tricolori ma senza alcun legame con i vigneti ed il territorio nazionale. Una situazione che - denuncia la Coldiretti - alimenta le speculazioni in atto sulla vendemmia 2018, con ingiustificate riduzioni a due cifre dei prezzi del vino riconosciuti ai produttori giustificato con l’aumento della produzione che in realtà quest’anno è in linea con la media del decennio».

"E questo vi assicuriamo che succede già in gran parte del mondo, compreso il territorio nazionale, con questo provvedimento non faremmo altro che rendere legale qualcosa che assolutamente non lo è." - Followine

La soluzione - Proteggere il Vino e i Consumatori

Ora possiamo piangere sul latte versato, o vino in questo caso, oppure darci da fare e insieme adottare una soluzione che la fa in barba all’Europa. Saremo di parte, ma oggi non c’è altra soluzione se non coinvolgere il Consumatore finale e renderlo l’attore principale della lotta alla contraffazione.

Il percorso per raggiungere quest’obiettivo è sicuramente lungo e tortuoso. Con una soluzione che punta a rendere il consumatore sempre più informato non saranno più un problema gli obblighi imposti dallo stato o da altri enti. Sarà lo stesso consumatore a dare fiducia all’azienda che se lo merita.

Per questo riteniamo che una soluzione che punta sulla trasparenza e l’informazione, come l’ecosistema Followine, sia l’unica strada possibile.

Ricordiamo che Followine non è solo un mero deterrente alla contraffazione, ma un intero ecosistema che punta a relazionare tutti gli attori della filiera vitivinicola con i consumatori, in un ambiente trasparente e autonomo grazie all’utilizzo di tecnologie innovative come la blockchain. Grazie all’algoritmo di followine non solo saremmo in grado di avere tutte le informazioni relative ad un vino e alla sua origine, ma soprattutto saremmo in grado di capire dove e quando la contraffazione avviene.

"Quindi invitiamo la Coldiretti e tutti i soci a guardare al futuro e ad iniziare a valutare il passaggio ad una nuova era, che non può prescindere dal utilizzo dell’unico ecosistema anti-contraffazione per il vino attualmente in commercio,una soluzione tutta italiana." - Followine

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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