Il vino con il brand Milan vende 70mila bottiglie in Cina

Il vino con il brand Milan vende 70mila bottiglie in Cina

 

Football e vino meglio di qualsiasi strategia di penetrazione commerciale in Cina.  Il brand Milan come strumento di marketing convince i consumatori cinesi che il vino italiano è buono almeno quanto quello francese.

Sembra una boutade ma succede davvero. Ad avvantaggiarsi del co-marketing con il club calcistico milanese sono le vendite di vino de La Collina dei Ciliegi, cantina veronese che dal novembre del 2017 fino a tutto gennaio ha registrato un’impennata di ordini di circa 70mila bottiglie.

I vini brandizzati Ac Milan sono l’Amarone 2014, il Brut (chardonnay e garganega), Merlot e Black (corvina, merlot, syrah).

Certo, giova che il proprietario del Milan sia il magnate cinese Li Yonghong, ma il Milan rimane una delle squadre di calcio più conosciute in Asia.

Comunque la cantina della Valpantena prosegue nel suo percorso di crescita in Cina, dove in 5 anni ha registrato un incremento delle vendite in valore del 1.000%. Evidentemente partendo da livelli molto bassi.

Comunque un risultato importante per il vino italiano che in Cina non riesce proprio a entrare nonostante gli sforzi, compreso l’appoggio della piattaforma online di Alibaba. tanto che quest’anno anche Vinitaly ha deciso di focalizzarsi sugli Stati Uniti e non più sulla Cina.

 

Bella la Cina

“Siamo forse l’unica azienda vinicola italiana ad avere la Cina come primo mercato di sbocco – sostiene il presidente e ad de La Collina dei Ciliegi, Massimo Gianolli -, forti del fatto che riusciamo a far percepire il nostro marchio alla stregua dei principali brand dell’Italian style. Un percorso di posizionamento costante e pianificato secondo tasti emozionali codificati sul mercato cinese, che integreremo presto con azioni di incoming turistico di alto profilo nel nostro Wine Retreat Ca’ del Moro in apertura in occasione del prossimo Vinitaly”.

Vino e stile

Commercializzate attraverso i canali tradizionali e l’e-commerce, le bottiglie griffate Ac Milan per l’Asia rappresentano l’ultima iniziativa dell’azienda che in soli 6 anni ha abbinato il proprio Amarone per attività di co-branding con diverse aziende simbolo del made in Italy in Cina (Tod’s, Brioni, Max Mara). Con un’incidenza in valore del 66% sulle esportazioni totali, l’Asia rappresenta la principale piazza estera dell’azienda, seguita da lontano da Europa (Regno Unito e Danimarca), Usa e Canada.

 

 

(credits: ilSole24Ore)

 

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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