Vino, quanto è importante l'etichetta?

Vino, quanto è importante l'etichetta?

L’etichetta che comunemente troviamo sulle bottiglie di vino va considerata come un biglietto da visita del prodotto che andremo ad acquistare e consumare, anzi, per esser più precisi, le funzioni possono essere due, e la più importante sarà sicuramente questa: la carta d’identità del vino.

L’aspetto  estetico di un’etichetta ci coinvolgerà ed influenzerà nel scegliere un vino piuttosto che un altro (oltre ai nostri gusti personali), ma il ruolo più importante, fondamentale, va ben oltre la prima fase “emozionale”, ed è quello di fornire informazioni riguardo il prodotto.


Ma quali sono e come vanno interpretate le informazioni dell’etichetta? Scopriamolo assieme.

Il produttore entra in un primo contatto con il consumatore proprio grazie all’etichetta (una bottiglia sigillata priva di essa non potrebbe trasmettere nulla), e forse quest’ultima rappresenterà l’unico messaggio diretto che ogni produttore può mandare a chi acquisterà il suo vino, e tale messaggio sarà articolato proprio dalle informazioni su di essa riportate.

L’etichetta riporta quindi tutta una serie di indicazioni importanti sul vino e sulle sue caratteristiche.

Le informazioni dovranno essere riportate in maniera chiara, completa e, ovviamente, veritiera e verificabile.

Ogni produttore può scegliere quali informazioni indicare in etichetta?

No! Il tutto segue una regolamentazione ben precisa, emanata dalla Comunità Europea, proprio per garantire uniformità su scala europea.

La normativa C.E. riunisce i vini D.O.C. e D.O.C.G. sotto la sigla D.O.P. (Denominazione d’Origine Protetta).

Osserviamo adesso da vicino un esempio di etichetta sulla quale sono evidenziati tutti campi e le relative informazioni.

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(esempio di etichetta del vino - credits: federdoc)

1- Regione di provenienza del prodotto

Sta ad indicare la zona geografica da cui il prodotto proviene (in questo caso Alba), spesso è presente anche il riferimento al vitigno di provenienza (in questo caso Dolcetto);

2- Menzioni specifiche tradizionali D.O.C. - D.O.C.G.

Tali sigle (D.O.C. sta per Denominazione di Origine Controllata, D.O.C.G. sta per Denominazione di Origine Controllata e Garantita) garantiscono che il vino in questione è altamente qualificato, prodotto secondo le severe direttive che ne garantiscono determinati standard di qualità. A queste due sigle si può aggiungere D.O.P. che determina i vini a “Denominazione d’Origine”;

3-Volume nominale del vino

Quanto vino contiene la bottiglia, e le unità di misura utilizzate sono i litri, centilitri o millilitri;

4-Annata

Per tutti i vini D.O.C.G. e D.O.C. a partire dalla vendemmia 2010, indicare l’annata è obbligatorio, escluse le tipologie di spumante, vino frizzante e vino liquoroso;

5-Indicazione del Produttore o Imbottigliatore

I riferimenti circa il produttore e/o l’imbottigliatore (per i vini importati, l’importatore o il venditore), con annessa ragione sociale e localizzazione dello stabilimento. E’ possibile, dove previsto, l’utilizzo di un codice che identifichi una di tali informazioni;

6-indicazione della Provenienza

Sono indicati i territori in cui le uve sono state vendemmiate e vinificate, ed è utilizzata l’espressione “prodotto in”, o sinonimi come “vino/prodotto di”, ecc… .

7-Lotto

L’indicazione del Lotto rappresenta la numerazione di un gruppo di un certo numero di bottiglie provenienti dalla stessa partita, ovvero prodotte nello stesso intervallo di tempo ed in circostanze identiche. Solitamente tale cifra è preceduta dalla lettera maiuscola “L”.

8-Indicazioni Ecologiche

Sulle etichette, o spesso anche sui contenitori stessi, deve essere presente l’invito a non disperdere nell’ambiente la bottiglia (o altro tipo di contenitore) dopo l’uso;

9-“Contiene Solfiti”

E’ obbligatorio  indicare esplicitamente che il prodotto è stato trattato con allergeni quali anidride solforosa;

10-Titolo alcolometrico effettivo

La gradazione alcolica deve essere espressa con unità o mezze unità di percentuale in volume (es. 10% vol,10,5% vol) e può essere preceduta dall’espressione “titolo alcolometrico effettivo’’ o “alcole effettivo’’ o dall’abbreviazione “alc’’.

L'evoluzione dell'etichetta del vino

Negli ultimi tempi le etichette si sono però evolute, diventando smart, intelligenti, capaci di contenere e rendere fruibili ulteriori informazioni preziose, sia per il consumatore che comprerà il vino, che per lo stesso produttore che, grazie all’attività del consumatore, potrà ricevere feedback riguardo numerosi aspetti, come ad esempio informazioni riguardo la geolocalizzazione o il pairing. Un’etichetta intelligente è stata studiata soprattutto per combattere una piaga che purtroppo dilaga, spesso incontrollata, nel mondo del vino: la contraffazione.


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Un'etichetta del vino intelligente?

Grazie alle tecnologie come i QR-code, NFC implementate nelle classiche etichette tutto ciò è stato possibile, e le finalità di tali sistemi sono molteplici.

Ma prima facciamo un passo indietro.

Ancor prima del QR-code e dell’NFC, le tecniche utilizzate per sfruttare l’etichetta al meglio, soprattutto in ambito anti-contraffazione, erano l’utilizzo di inchiostri speciali, filigrane ed ologrammi, ma tali espedienti, oltre a presentare degli elevati costi, si sono rivelati inefficaci a ricoprire il loro compito in modo efficiente ed “inviolabile”. Dopotutto si sa, i falsari ne sanno una più del diavolo, e, con un po’ di inventiva, sono riusciti senza troppe difficoltà a raggirare tali tecniche ormai obsolete.

L'etichetta con QR-code ed NFC.

Si è quindi passati al fornire l’etichetta di QR-code ed NFC, grazie ai quali, grazie all’ausilio di un semplice smartphone dotato di telecamera, è possibile accedere a tantissime informazioni aggiuntive, in aggiunta a quelle indicate in etichetta in modo classico “nero su bianco”, oltre appunto, come abbiamo precedentemente detto, scoprire se la bottiglia è autentica e di qualità, ed il percorso che essa (ed il suo prezioso contenuto) ha compiuto, da quando era ancora un piccolo e giovane grappolo d’uva, fino ai nostri calici.

Tutto ciò però non avviene pur pura magia, anzi, dietro tali tecnologie deve esistere ovviamente un intero sistema che garantisca il loro funzionamento e la loro efficacia. Intere squadre di tecnici ed apparati hardware in costante funzionamento ed aggiornamento.

Vivino, l'azienda pioniera delle etichette del vino smart.

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La prima azienda che ha ideato e realizzato un sistema per rendere l’etichetta più di un semplice foglietto di carta è danese e si chiama Vivino.

Grazie all’app di Vivino basta scattare una foto con il proprio smartphone all’etichetta di una qualsiasi bottiglia di vino per trovare informazioni, prezzi  recensioni e tanto altro attingendo in automatico  informazioni da un vasto dabatabase.

Il sistema presenta però una mancanza non sottovalutabile: risconosce l’etichetta, ma non è in grado di stabilire l’autenticità di essa o comunque di vigilare sulla veridicità di essa.

Insomma, manca un riscontro a monte dell’etichetta, ovvero sul prodotto che la bottiglia contiene, e se la bottiglia è falsa (con un’etichetta contraffatta, magari riprodotta con photoshop).

L'evoluzione dell'etichetta continua.

Altre aziende, anche italiane,  hanno trovato una soluzione a questa mancanza, aggiungendo appunto la possibilità di verificare l’autenticità dei prodotti, spesso sfruttando anche la rinomata affidabilità dei sistemi basati su blockchain.

In questo ambito ci sono interessanti sviluppi che saranno a breve resi noti e potranno rappresentare una radicale innovazione nel settore vino.

Per concludere, un consiglio da Followine sul vino

Vogliamo concludere con un consiglio rivolto a tutti i wine lover e gli appassionati di vino in generale: che la bottiglia presenti una classica etichetta tradizionale o un'etichetta intelligente, fate sempre attenzione a cosa acquistate e consumate leggendo bene l'etichetta!

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Sappiamo bene che non a tutti piace leggere e la lettura non è uno degli hobby più estremi da provare, per quello magari si può provare il bungee jumping, ma si tratta di leggere solo poche righe... da Prosecco a Prisecco il passo è breve!

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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