L'angolo del Sommelier: Il Greco di Tufo DOCG

L'angolo del Sommelier: Il Greco di Tufo DOCG

Oggi vi parleremo di un bianco: Il Greco di Tufo. 

Il Greco di Tufo rientra, assieme agli altri già trattati, nella cerchia dei vini più antichi d’Italia. Le sue origini sono infatti antichissime: le prime testimonianze scritte che accennano all’esistenza del Greco risalgono addirittura al I secolo a.C., periodo in cui venne innestato, proveniente dalla regione greca della Tessaglia.

Testimonianze del Greco di Tufo le ritroviamo perfino a Pompei, in un affresco, dove leggiamo il verso: “Sei veramente gelida, Bice, se ieri sera nemmeno il vino Greco è riuscito a scaldarti”. Questo non è la sola testimonianza, ne parlava anche Plinio il Vecchio, il quale diceva ‘In verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta‘,  facendo riferimento all’alto valore di questo vino, molto amato per il suo gusto delicato. Inoltre scrissero di questo vino anche Virgilio, Catone, Columella e Marrone, elogiandolo come eccelsa espressione vinicola italiana.

Inizialmente il Greco di Tufo era prodotto prevalentemente nelle zone del Vesuvio, aree ricche di roccia vulcanica.  La produzione si estenderà poi, nel corso dei secoli, nelle zone vitate della provincia di Avellino. 

Dopo avere ottenuto la denominazione di origine controllata nel 1970, ottiene la consacrazione definitiva nel luglio del 2003 quando viene elevato a denominazione d’origine controllata e garantita.

Attualmente, il Greco di Tufo DOCG è prodotto nelle aree vitivinicole dei comuni di Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Petruro Irpino, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina, Torrioni e Tufo.

Caratteristiche  del Greco di Tufo DOCG

Abbiamo deciso di stappare un GIALLO D’ARLES, prodotto  a Mirabella Eclano dalle Cantine Quintodecimo, il cui titolare è il professor Luigi Moio, figlio di Michele Moio

Il Prof. Luigi Moio

Luigi Moio è professore ordinario di Enologia presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Napoli. Dopo la laurea in Scienze Agrarie e un dottorato in biochimica, si è specializzato al Laboratoire de Recherches sur les Arômes dell’Institut National de La Recherche Agronomique di Dijon.
Dal 1991 svolge ricerche sull’aroma degli alimenti, rivolgendo particolare attenzione alle componenti odorose del vino e alle tecnologie enologiche mirate a preservare e ad amplificare l’aroma varietale.
Considerato uno dei maggiori esperti italiani del settore, è autore e co-autore di circa 150 pubblicazioni scientifiche, studi che hanno contribuito in maniera determinante alla riscoperta e alla valorizzazione di innumerevoli vitigni autoctoni del Sud Italia. 

Copertina de”Il Respito del Vino” di Luigi Moio

Il professor Moio è autore del libro “Il Respiro del Vino”un saggio scientifico interamente dedicato al profumo del vino, scritto in un linguaggio semplice e fruibile da parte di tutti gli appassionati che, indipendentemente dalla loro base scientifica, potranno apprendere come percepire i profumi, quali sono le molecole del vino responsabili di percezioni olfattive, come si originano, come reagiscono tra di loro, come evolvono nel tempo e come attraverso il loro odore è possibile riconoscere la varietà d’uva impiegata nella produzione di un vino e, in alcuni casi, anche come è possibile riconoscere il territorio di origine.
Ritornando al nostro calice, L’uva del vitigno Greco di Tufo è caratterizzata da un contenuto di materia colorante superiore alle altre uve bianche campane.
Per questo motivo alla maturazione presenta un bel colore giallo dorato con toni ambrati dal lato del sole. Il mosto è giallo-ocra tendente al rossiccio. Il vino, se non sottoposto a chiarifiche, è giallo-oro intenso.
Giallo d’Arles è un’interpretazione estrema e rigorosa del Greco di Tufo. È un cru prodotto con le uve provenienti dalla vigna del Giallo d‘Arles che si trova a Tufo.

Giallo d’Arles

 

Il colore giallo-oro antico, tipico della denominazione, è reso ancora più intenso dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere e dalla completa assenza di interventi di chiarifica.
È un vino bianco con la struttura di un rosso, potente e raffinato, caratterizzato da una profonda mineralità fusa con note di albicocca e confettura di mela cotogna e da un gusto pieno e fresco.
Giallo d’Arles ha anche una straordinaria predisposizione alla maturazione in bottiglia guadagnando, col trascorrere degli anni, in eleganza, complessità ed armonia. Il nome dato al vino è un omaggio al colore preferito da Van Gogh durante il periodo trascorso ad Arles: un giallo preludio del rosso. 

L’abbinamento con piatti di pesce e crostacei risulta facile e riuscito, ma sorprende assaporato con la mozzarella di bufala.

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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