Maltempo e sovrabbondanza: aumentano i rischi per i vini italiani

Maltempo e sovrabbondanza: aumentano i rischi per i vini italiani

Luci e ombre a seguito della vendemmia

Negli ultimi mesi il maltempo si è abbattuto sulla penisola italiana. Da agosto ai primi giorni di novembre sono stati molteplici le alluvioni e i nubifragi che hanno causato notevoli disagi per gli italiani, oltre a tragiche conseguenze come quelle di Casteldaccia. Naturalmente anche l'economia ne ha risentito, nello specifico il settore vitivinicolo.

La preoccupazione per l'esito della vendemmia era alta, ma la produzione, secondo i dati di Coldiretti, è aumentata del 16% rispetto allo scorso anno - che è stato uno dei più disastrosi del dopoguerra. Anche l'Assoenologi, ad inizio settembre, ha diffuso previsioni positive sulla vendemmia 2018, con un ritorno della produzione nella media.

Che succede se c'è troppa uva?

Queste previsioni - come sappiamo - si sono poi rivelate esatte ed i dati diffusi su cui concordano Coldiretti, Cia e Confagricoltura parlano di buona qualità e quantità dell'uva raccolta. In alcune zone il raccolto si è rivelato addirittura fin troppo abbondante, al punto che questa sovrabbondanza d'uva si è tradotto in un crollo dei prezzi del 30-40%.

Curioso ad esempio l'episodio di un viticoltore di Treviso che, non sapendo cosa fare di tutta l'uva in più, ha deciso di venderla online a 60 centesimi al chilo. Questa notizia, per quanto simpatica, lancia sicuramente un segnale allarmante sulla speculazione che è in atto a seguito di questa sovrabbondanza.

L'altra faccia della medaglia: la "Situazione Meridionale"

Ma se da un lato c'è stata una produzione estremamente positiva, in altre parti d'Italia invece la situazione è diametralmente opposta. Il maltempo ha fatto strage d'uva in alcune zone della penisola, specialmente al Sud.

Infatti, molte regioni colpite dalle alluvioni hanno visto una diminuzione della produzione di vini, ad esempio la produzione di Primitivo e Negroamaro in Puglia dovrebbe diminuire in media del 30% secondo le stime della Cia. Anche la Coldiretti ha lanciato l'allarme sottolineando che in alcune zone, come la provincia di Taranto, la produzione diminuirà addirittura del 60%.

La Puglia però non è l'unica regione colpita da calamità naturali negli ultimi tempi: anche alcune zone di Calabria, Sardegna, Sicilia - che ha subito violente alluvioni anche nelle ultime settimane - e una piccola parte del Veneto hanno ricevuto danni durante il periodo della vendemmia e nei mesi precedenti.

Aumenta il rischio di contraffazione: colpa dell'UE?

Il rischio di diminuire la produzione di vino in alcune zone, causa sicuramente un grave danno sia per l'economia interna che per il mercato dell'esportazione. Una delle conseguenze di questa diminuzione di produzione è ad esempio la diminuzione dell'impiego dei lavoratori stagionali. Per quanto riguarda l'esportazione, si potrebbe creare un gap tra la domanda e l'offerta, con la conseguenza di un possibile aumento della contraffazione, con il proliferare di vini falsi "Made in Italy".

A ciò si aggiunge la modifica del regolamento 607/09 sulla etichettatura dei vini predisposta dalla Commissione Ue, che prevede la possibilità di inserire in etichetta solo la zona di vinificazione e non la zona di coltivazione, aumentando ulteriormente il rischio di contraffazione. Il nostro articolo dedicato alla tematica spiega in dettaglio per quale motivo questa scelta dell'Unione Europea è una gravissima minaccia per il Made in Italy.

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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