Panettone o Pandoro? Eterno derby natalizio d'Italia

Panettone o Pandoro? Eterno derby natalizio d'Italia

Panettone vs Pandoro: una sfida millenaria che si ripresenta ad ogni Natale. Scopriamo la loro storia, le principali differenze e quale vino abbinare

Panettone vs Pandoro? Il dilemma che ricorre a Natale, il derby d’Italia sotto il vischio.

In uno dei periodi più magici dell’anno la scelta del dolce natalizio rischia di rovinare l’armonia del focolare domestico. Di solito le famiglie si dividono in due schieramenti più o meno omogenei e la questione si risolve con un doppio acquisto, e non finisce qui: cosa abbinarci?

 

Un po di storia

Il panettone è di chiare origini milanesi, le prime tracce risalgono al ‘200 (una sorta di pane dolce), ma è nel ‘400 che diventa leggenda. Pare sia l’idea di un giovane di nobile famiglia che si innamorò perdutamente della bellissima figlia di un fornaio.

Toni, lo sguattero della cucina di Ludovico il Moro

All’epoca non esisteva Facebook, quindi bisognava chiedere l’amicizia in modi più ingegnosi. Il nostro Messer Ughetto

degli Antellani si fece assumere come garzone dal padre della bella fanciulla e per far colpo provò ad inventare un dolce: ecco il Panettone con tanto di uva sultanina.

C’è anche una seconda storia: in questo caso il protagonista è lo sguattero Toni che suggerì al capo cuoco, disperato per aver bruciato il dolce, di servire agli invitati del sontuoso pranzo di Natale di Ludovico il Moro una sua invenzione, realizzata con gli ingredienti a disposizione tra gli avanzi della dispensa. Nacque così il “pan del Toni”, ossia il Panettone. Nella prima metà del ‘900 fu Angelo Motta ad idearne il confezionamento che tuttora utilizziamo e famoso in tutto il mondo.

 

Domenico Melegatti

Il Pandoro è un dolce di Verona e nasce sorprendentemente nel ‘200, come il Panettone. La leggenda narra che durante il Rinascimento, nella Repubblica Veneziana, venissero serviti dei dolci ricoperti di sottilissimi strati di oro zecchino tra cui quello dalla forma conica definito “pan de oro”. La ricetta definitiva è attribuita a Domenico Melegatti che nel 1884 la depositò all’ufficio brevetti.

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Le differenze dei due dolci natalizi

In sintesi le caratteristiche divergenti dei due dolci natalizi:

  • la forma, il panettone ha forma di cono rotondo, il pandoro con sezione a stella;
  • la crosta, presente nel panettone e non nel pandoro;
  • l’impasto, il panettone contiene uvetta e scorze di agrumi canditi, il pandoro invece aromi di vaniglia o vanillina e si cosparge di zucchero a velo.

Uvetta & Canditi, questo è il problema

uvetta e canditi

Insomma uvetta e canditi sono in verità l’oggetto del contendere nelle nostre case per quanto riguarda il Panettone. Uvetta & Canditi: o li ami o li odi. E se odi i canditi o l’uvetta succede spesso che rovini il pranzo di Natale a te e a tutta la famiglia, anche se in realtà non hai fame, hai mangiato fino a scoppiare, ti sei mangiato pure la nonna.

Perché se i padroni di casa hanno selezionato un Panettone confezionato con ricetta tradizionale credendo di fare un figurone, i canditi e l’uvetta ci sono e tu non avrai la tua fetta. Oppure dovrai passare due ore a scovare quei maledetti canditi e uvetta e ammucchiarli sul tavolo.

 

E da bere?

Se panettone e pandoro si fanno la guerra, su una cosa vanno d’accordo: il vino. Seguendo il principio

cosa bere?

dell’abbinamento “per concordanza” del dolce con il dolce (a differenza degli altri gusti, che vengono abbinati “per contrasto”), panettone e pandoro si sposano necessariamente necessariamente a prodotti enologici dal residuo zuccherino più o meno elevato.

Così la complessità olfattiva ed il sapore dolce dei due sfidanti vengono esaltati dal Moscato d’Asti, caratterizzato da una spiccata aromaticità e da un’equilibrata dolcezza della componente zuccherina, accompagnate dalla caratteristica vivacità e da un basso tenore alcolico. Abbinamento, questo, che risulta estremamente interessante anche con la sua versione spumantizzata, l’Asti Spumante: grazie alla piacevole presenza dell’anidride carbonica, aiuta a ripulire il palato dopo l’assaggio delle specialità dolciarie, preparando perfettamente la bocca ad accogliere il boccone successivo.

Tale vino, ottenuto esclusivamente dal vitigno moscato bianco, appare fragrante e di buona persistenza. Si tratta di un prodotto italiano che sta riscuotendo un buon successo anche in Cina, dove viene servito in molti karaoke, al punto che è stata organizzata anche una competizione canora per il titolo di “Lady Asti”.

Ottimo da portare sulla tavola delle festività anche l’accattivante ed equilibrato Oltrepò Pavese Moscato Spumante dolce, prodotto sulle omonime colline della provincia di Pavia, la cui forma, diceva Gianni Brera, ricorda quella di un grappolo d’uva.

Da provare anche l’abbinamento con il particolare Colli Euganei Fior d’Arancio, dai classici aromi citrini, ottenuto da uve di Moscato giallo, localmente denominato Fiori d’Arancio.

Altro abbinamento, forse insolito ma tecnicamente ineccepibile, quello con la Malvasia delle Lipari passito, vino dalla grande aromaticità e dolcezza delicata, quasi mielata: un piccolo ricordo di sole dalla Sicilia, tra le nevi e il gelo dell’inverno.

 

(credits: oggi.it, 6sicuro.it)

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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