Altro vino stessa storia: sequestro di vino Verdicchio DOC contraffatto ad Ascoli

Altro vino stessa storia: sequestro di vino Verdicchio DOC contraffatto ad Ascoli

Ritirati dagli scaffali dei supermercati e punti vendita migliaia di dame da 5 litri di vino recanti etichettatura dubbia.

Tra i vini doc più antichi delle Marche troviamo il Verdicchio dei Castelli Jesi, lo stesso che è stato vittima di contraffazione e sequestrato dai punti vendita di una catena della grande distribuzione di Monteprandone e Perugia.

L’ispettorato centrale della tutela per la qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari di Emilia Romagna e Marche, area di Ancona, ha ritirato dal commercio circa 150mila litri di vino imbottigliato in dame di 5 litri recanti l’etichetta “Verdicchio DOC”, ma il vino, in seguito ad accertamenti, si è rivelato di tutt’altra tipologia: semplice vino bianco generico.

L’operazione, denominata “Carte di Verdicchio”, ha permesso di portare alla luce l’illecito business strutturato sulla produzione e la commercializzazione di prodotto vinicolo falso messo in piedi e portato avanti da una nota azienda vinicola di Cossignano.

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I primi sospetti di contraffazione del vino.

Le indagini, ancora in corso, aveva preso il via già tempo addietro, quando in alcuni punti vendita era stato avviato un controllo per il riscontro della rintracciabilità di alcuni lotti di confezionamento del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

L'iter di tale processo, a differenza di altre regioni d’Italia dove la rintracciabilità dei prodotti DOC avviene grazie alla fascetta rilasciata dall’Istituto Poligrafico dello Stato, nelle Marche avviene tramite l’individuazione del lotto di imbottigliamento.

Ogni lotto deve essere comunicato obbligatoriamente dall’operatore all’organismo di controllo Valoritalia srl di Jesi, che verificherà a sua volta la tracciabilità del prodotto, dalla sua origine fino alla commercializzazione, certificandone la dicitura DOC attraverso analisi chimico-fisiche ed organolettiche.

Dai controlli è emerso che i lotti commercializzati non erano mai stati comunicati a Valoritalia. Questa incongruenza ha fatto immediatamente scattare un sospetto di illecito negli ispettori, i quali, approfondendo la questione, hanno scoperto che la cantina non aveva provveduto neanche all'attivazione del registro di carico e scarico, il quale è invece divenuto obbligatorio dal 1 gennaio 2017.



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I risultati dei rilievi nella cantina sospettata di aver falsificato il vino.

Dalle indagini si è evinto, grazie ad alcune documentazioni ritrovate durante i sopralluoghi effettuati presso l'azienda incriminata, che il vino commercializzato come Verdicchio DOC, altro non era che vino bianco generico, mentre i documenti che accompagnavano i prodotti fino agli scaffali dei centri di distribuzione riportavano "Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc".

I sequestri sono stati convalidati poi dalla Procura della Repubblica di Perugia ed Ascoli Piceno, la quale ancora oggi sta portando avanti le indagini per chiarificare ulteriormente le dinamiche dell'accaduto.

Il responsabile della cantina è stato denunciato con l’accusa di frode in commercio con l’aggravante della falsificazione di vino tutelato con il marchio doc.

Una beffa per i veri produttori di Verdicchio di cui quest’anno ricorre il 50° anno del riconoscimento della denominazione di origine controllata.

La contraffazione del vino non è un fenomeno isolato.

Followine è stata creata proprio per combattere il fenomeno della contraffazione nel mondo del vino. Per riuscire a compiere la nostra missione abbiamo pensato di partire dalle fondamenta: diffondere e proteggere la cultura del vino e creare una rete tra tutti gli attori del mondo del vino, dai produttori agli utenti finali, ovvero i consumatori, passando per i wine lover, gli esperti, i tecnici ed i professionisti del vino, (come enologi, sommelier, ecc…).

Per permettere ciò abbiamo pensato ad una grande community che abbracci tutto ciò che appartiene al mondo del vino. L'abbiamo fatto, e ad oggi contiamo ben 92mila followers.

Poi, grazie alle nostre tecnologie e sistemi di anticontraffazione, ci siamo schierati materialmente al fianco di produttori e consumatori, combattendo nell’effettività la diffusione di prodotti contraffatti che oltre a danneggiare i portafogli dei malcapitati, spesso rappresentano una minaccia anche per la nostra salute.

(credits: il resto del Carlino)

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

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