Singapore, allo studio il metodo per ricavare il vino dalla soia. E l'uva?

Singapore, allo studio il metodo per ricavare il vino dalla soia. E l'uva?

(Da aisitalia.it) La notizia è apparsa a fine novembre e prima di darne rilievo ha avuto bisogno di qualche verifica, viste le tante fake news circolanti e naviganti. Adesso la news sembra confermata: la soia fa vino.

 

L’annuncio della notizia di cnet.com è straordinario e un po’ ironico: “Gesù ha trasformato l’acqua in vino, così recita la Bibbia, ora due ricercatori di Singapore hanno scoperto il sistema di fare vino dalla soia”.

Il processo produttivo parte dal siero che si ottiene come residuo liquido dei passaggi lavorativi e di trasformazione del vegetale, considerato quasi uno scarto, era gettato.

I due ricercatori della National University di Singapore hanno trovato il sistema di ottenere una bevanda alcolica dal siero di soia, chiaramente non lo hanno chiamato vino, ma Sachi, affiliandolo giustamente al Sake. Per ottenere la bevanda ci vogliono tre settimane, il contenuto in alcol è del 7-8% vol. Più che le note organolettiche sono esaltate quelle “terapeutiche” e di prevenzione, ammesso che lo siano, come prevenzione dei tumori, salvaguardia del cuore, generale beneficio per il corpo: parolone grosse e a effetto. In realtà il Sachi, contiene molto calcio e isoflavoni, ha un profilo gustativo di dolcezza e un tono olfattivo di fruttato (polpa bianca), floreale (fiori bianchi dolci) e totale assenza di riferimenti vegetali di soia: può essere assimilato ai vini ottenuti da uve neutre.

I ricercatori, ligi al loro rigore professionale, non sono voluti andare oltre le loro competenze scientifiche e invadere il campo della sommellerie per suggerire come e quando servire il Sachi. È compito del sommelier. Perciò qualcuno si dia da fare.

Fabio Guida

CEO di Followine, quando ha un po' di tempo scrive quattro righe.

Articoli Correlati

Accedi

Registrati

Recupera Password